Invidia

Ho letto qualche giorno fa del nuovo video di Matt Harding (quello di “Where the hell is Matt") e ne ho approfittato per rivedere il primo video. Eccolo..

Leggendo il suo sito si scopre che, a differenza di quanto pensavo, Matt non viaggia per lavoro, anzi, non ha quasi un lavoro. E’ solo abile a viaggiare spendendo il meno possibile e arrangiandosi alla bene e megio. E’ strano come il primo pensiero che mi è venuto in mente vedendo il video sia stato: “Ma che lavoro può fare uno casì..?”.

Ho sentito proprio oggi, in una replica di “Friends”, una frase che si addice perfettamente al caso: “…io non so vivere senza sapere quando e dove prenderò il prossimo stipendio…”. Probabilmente é proprio questa la paura che limita la maggior parte di noi (me in primis) ad essere inchiodata ad un posto, ad una casa, ad un lavoro. Si puo’ dire che sbaglia e che ha ragione? Mah, probabilmente si potrebbero trovare eguali pregi, difetti e giustificazioni per entrambe le situazioni; so solo che quando lo vedo in tutti quei posti fantastici, senza vincoli, senza progetti mi fa una grande invidia..

Back from the Bucks

Sembra quasi che sappia l’inglese 😉 !

Sono appena tornato dall’Inghilterra dove ho accompagnato, e purtroppo lasciato, la mia bella che si tratterà ben sei mesi per lavoro/ricerca.

Lo scopo primario di questa  prima visita nel Buckinghamshire non era quello di fare una vacanza e infatti non abbiamo avuto tempo per girare, se non in lungo e in largo per High Wycombe in cerca di casa. Missione, fortunatamente, compiuta… sembra con un buon risultato 😛 .

Ora l’obiettivo é trovare un modo di raggiungere quei luoghi nel minor tempo e con la minor spesa possibile… ci sono un sacco di offerte, é vero, ma sincronizzare lavoro, aerei, bus, treni, non é per nulla un impresa facile! (se qualcuno ha esperienza o consigli… 😳 )

Spriamo bene e nel frattempo Skype ci sarà amico!

Il trenino delle Centovalli

Questo weekend gita oltre confine per i nostri eroi 🙂 .Partenza verso le 9 da Sesto Calende; direzione: Domodossola. Li’ il punto d’incontro con tutti i partecipanti, come al solito provenienti dai capi del mondo conosciuto 😉 .

Ed eccoli pronti a partire: Alex, Laura, Alessio, Graziano, Ale e Anna.

Il piano, ambizioso, prevede la salita col trenino panoramico “Vigezzina-Centovalli” fino alla stazione di Camedo (per la precisione svizzera meglio dire Càmedo). Da lì discesa in mountan bike fino a Ponte Brolla (o Grolla, come dice il gra 🙂 ) dove riprendere il treno per Locarno; a questo punto non resta che l’ultimo tratto: Aliscafo per Stresa dove le fide FS li avrebbero riportati alle proprie dimore… sani e salvi.

Ma andiamo con calme: avevamo lasciato i nostri eroi a Domodossola dove, dopo essersi riuniti, ed aver conquistato l’agognato biglietto (brutte storie di prenotazioni fallite…) si imbarcano sul modernissimo trenino panoramico delle 11.42.

Mentre il treno si inerpica sulle montagne, tra un tornante e l’altro (dove d’inverno viene utilizzata per alcuni tratti anche una cremagliera per consentire la salita) i nostri amici trovano il tempo di scattare qualche foto…

Un po’ abbattuti gli impavidi viaggiatori bivaccano nel parchetto della stazione aspettando che apra il noleggio delle biciclette ma soprattutto aspettando buone notizie dalle nuvole nere all’orizzonte. Nel frattempo c’é sempre spazio per la fregatura della giornata (fortunatamente piccola): un caffé da 1.5 euri nell’unico bar dell’intera vallata probabilmente…Giunti alla prima tappa, Camedo, la situazione non é delle migliori: il tempo (come già pre-gufato da Alessio) non da segni rassicuranti e, anczi, inizia anche a cadere qualche goccia; la stazione é deserta, probabilmente sono gli unici ad avere avuto questa bell’idea. Che fare??

Ed ecco che finalmente il noleggiatore di velocipedi arriva. Gli sofrtunati viaggiatori chiedono ragguagli sul tempo e lui li rassicura dicendo che non sono previsti temporali per la giornata ma conclude con una frase a dir poco infelice :“Deh, anche l’anno scorso ho consigliato ad un gruppo di scendere nonostante il tempo non fosse dei migliori… mi hanno poi chiamato da Valle dicendomi che avevano preso una gran lavata…"; e in quel momento inizia a pivere….

Rincuorati dalle sagge parole e con un po’ di sana incoscienza i biker partono a cavallo dei mezzi (in perfette condizioni) durante la prima spiovuta. La discesa molto divertente, la strada abbastanza larga, i panorami sempre bellissimi e il tempo che sembra tenereconvincono i nostri discesisti di aver fatto la scelta giusta. I più veloci ( non si fanno nomi .. 🆒 ) hanno tempo anche per soffermarsi a fotografare gli scorci e gli altri membri del gruppone…

I nostri stupefatti gitanti riprendono dunque il treninio (in quresto tratto quasi una metropolitana) diretto a Locarno dove, con un certo anticipo, riescono a prenotarsi per la corsa in Aliscafo (la gentilissima signora del chiosco dice che sono gli ultimi 6 posti disponibili… ma sull’aliscafo in realtà ci sono un sacco di posti liberi). Una breve passeggiata sul lungo lago (giusto il tempo per ammirare un altro nome di quelli che si possono trovare solo altralpe: il gelato “pirulo”!! 😯 ) a via, a cavalcare le onde verso Stresa dove li attende la chiusura del cerchio: il treno verso casa!Arrivati in fondo alla discesa i nostri amici depositano le bici nell’apposito vagone merci; queste cose possono davvero succedere solo in svizzera, nessuno controlla chi lascia o chi prende, tutto é affidato unicamente alla correttezza degli utilizzatori: davvero complimenti, un esempioi di civiltà..

Proprio bello questo giro, una commistione di generi: treno, bici, aliscafo, lago, montagna, città… i nostri protagonisti sono stanchi ma soddisfatti e felici si dirigono verso il tramonto… su un treno delle FS..

Arcobaleno

Un paio di settimane fa (apprezzate come sempre la solerzia nello scrivere..) abbiamo concluso il nostro giro del Lago Maggiore. Dopo la prima parte fatta il mese scorso abbiamo proseguito con la seconda tappa: partenza da Intra e prima parte del percorso lungo la parte alta del lago, sponda piemontese.

Abbiamo raggiunto Cannero e quindi Cannobio dove ci siamo fermati per una tappa, purtroppo l’unica, del nostro viaggio; durante la passeggiata per il paese, mentre mangiavamo un meritato gelato, siamo rimasti colpiti da quanto poco siano valorizzati alcuni luoghi di questi territori che, a nostro avviso, potrebbero avere un grosso fascino turistico. Un esempio sono i castelli di Cannero: nonostante la bellezza del posto non si trova nemmeno un piccolo posteggio dove potersi fermare per ammirare il paesaggio o fare una foto.. mah.

Proseguendo abbiamo sconfinato in svizzera e siamo giunti fino a Brissago, Ascona e, infine, Locarno dove é iniziato il viaggio di ritorno verso casa sulla sponda lombarda.

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Arrivati a Luino abbiamo trovato uno stupendo arcobaleno a salutare il nostro ritorno :-).

Un altro bel pomeriggio per la serie: “la riscoperta delle bellezze del lago Maggiore” 😀